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Difficile stabilire quale dei sette fratelli abbia avuto un ruolo predominante
nei destini e nelle vicende che li vedono protagonisti. Persino Mario, l'unico
che mai parteciperà all'avventura intrapresa dai fratelli è alla storia per
aver disegnato il simbolo delle vetture Maserati:il tridente.
Inoltre, in ogni occasione, specialmente nei momenti
più difficili e tragici oltre alle capacità dei singoli, emerge su tutto lo spirito che li unisce e la grande forza di volontà che
li spinge, insieme, a continuare a lottare.
Come detto, tutti quanti dimostrano grande attitudine
per la meccanica: Carlo, il primogenito, già pilota di motociclette, lavora alla Fiat quindi alla Isotta Fraschini, alla Bianchi ed alla Junior quando, nel 1910, muore prematuramente. Grazie a Carlo, appena sedicenne, viene assunto alla Isotta Fraschini il 4° dei sette fratelli, Alfieri.
Nato nel 1887, unisce alla passione per la meccanica grandi doti come pilota e dimostrerà di avere il carisma e le capacità di un leader.
Dopo aver accumulato grande esperienza alla Isotta, insieme ad Ettore ed Ernesto, fonda, il 14 dicembre 1914, la Società Anonima Officine Maserati che si occupa dell'elaborazione sportiva dei motori Fraschini.
I trionfi di Alfieri come pilota cominciano nel
1922: ancora al volante di una Isotta Fraschini vince, fra l'altro, la
Susa-Moncenisio, la Aosta-Gran S.Bernardo, il circuito del Mugello.
L'anno successivo, appoggiato dalla Diatto, conquista la Coppa Principe Amedeo
e ripete il successo alla Susa-Moncenisio.
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Alfieri |